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Roma, 25 marzo 2021 - Il Recovery Plan è un'occasione irripetibile per il Paese per dare nuovo impulso e ulteriore sviluppo a un’economia circolare che è un’eccellenza italiana: quella della filiera della carta, della stampa, dell’imballaggio e della trasformazione. Federazione Carta e Grafica e SLC-CGIL, FISTEL CISL, ULCOM UIL forniscono così il loro contributo di proposte al PNRR, con l’auspicio di veder riconosciuta la rilevanza del settore e di creare le condizioni per il suo sviluppo.

Il settore fattura 22 miliardi di euro, l’1,4% del PIL, impiega circa 200.000 addetti diretti ed è un "campione nazionale" dell'economia italiana che già oggi svolge un ruolo nell'ambito della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare. Per questo è un attore essenziale nell'ambito del futuro Recovery Plan, in una prospettiva di sviluppo e di tutela dell’occupazione.

Consapevoli della necessità di imprimere un cambiamento in materia ambientale ed energetica in tempi certi, Federazione Carta e Grafica e SLC-CGIL, FISTEL CISL, ULCOM UIL affermano – nelle lettere inviate ai Ministri Orlano e Cingolani – che la programmazione e la gradualità degli interventi sono fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi previsti e per tutelate, nella transizione, la competitività delle imprese e l’occupazione, in particolare in quei settori che più sono impegnati nella revisione dei loro modelli di business. In questa logica, il ruolo del capitale umano e la formazione professionale e specialistica svolgeranno una funzione essenziale.

 

 Le proposte e considerazioni contenute nelle lettere inviate ai Ministri Orlando e Cingolani riguardano:

- la stampa grafica ed editoriale e le relative tecnologie quali eccellenze europee che impiegano migliaia di lavoratori. Questi settori vanno supportati nella loro transizione digitale, nella competitività internazionale, nella riconversione industriale e nella riqualificazione professionale delle maestranze;

- la filiera come campo di potenziale espansione industriale nella creazione di nuovi imballaggi e prodotti, anche mono-uso, sempre più bio-based e riciclabili, nel rispetto del New Green Deal europeo. Con progressivo adeguamento tecnologico dei macchinari per gestire questi materiali;

il riciclo e l’economia circolare che possono essere ulteriormente ottimizzati. Se oggi, nella filiera della carta, il tasso medio di utilizzo delle fibre riciclate è oltre il 60% (e ogni punto percentuale di riciclato in più significano 84.000 tonnellate in più da immettere nel sistema), mentre negli imballaggi siamo ad oltre l’80% di riciclo, si possono migliorare ancora raccolta e selezione, applicando la digitalizzazione.

- la decarbonizzazione dei cicli produttivi con un ulteriore efficientamento e una progressiva conversione energetica che rappresentano un costante obiettivo della filiera. Nel breve-medio periodo il focus dovrebbe essere soprattutto su bio-combustibili come il biometano, che può essere prodotto a partire dagli scarti di numerosi processi produttivi (a partire da quelli di cartiera).

 

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