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Preoccupanti nuove riduzioni dei livelli di produzione e di fatturato anche in questa prima parte dell’anno. Il settore chiede ai policy makers misure urgenti per salvaguardare la competitività e la sopravvivenza delle cartiere nazionali.

L’impatto della crisi finanziaria e dei relativi effetti sull’economia reale si sta manifestando -come previsto - in modo particolarmente preoccupante nell’anno in corso.

L’attività delle industrie del settore resta infatti fortemente condizionata da livelli di domanda ai minimi storici: la produzione di carte e cartoni rilevata dall’Istat ha fatto registrare un calo del 17,1% nel primo trimestre rispetto all’analogo periodo 2008, variazione che appare sostanzialmente confermata anche per i primi 5 mesi. Le negative performance dei livelli produttivi si accompagnano alla prosecuzione del processo di riorganizzazione già in atto da tempo nel settore con nuove fermate di impianti, conseguenti difficoltà a livello occupazionale e crescente ricorso a strumenti di ammortizzazione sociale.

Gli effetti della crisi di domanda senza precedenti, dimostrata d’altra parte dai risultati dell’indagine relativi agli ordini, sono evidenti anche nelle quotazioni dei prodotti delle cartiere che, in calo ormai da almeno 5 trimestri, registrano, però, nel periodo in esame le riduzioni più accentuate. Ne conseguono nuovi cali dei livelli di fatturato più accentuati di quelli osservati nei volumi prodotti e venduti. Le sensazioni degli interpellati sugli andamenti a breve della domanda restano fortemente condizionate dagli effetti della profonda crisi che in pochi mesi ha investito con velocità e simultaneità imprevedibili, il panorama internazionale. Sia sul fronte interno che su quello estero appaiono totalmente assenti le attese di miglioramento con un ritorno alla prevalenza di coloro che si attendono livelli di domanda stazionari su quelli già sperimentati (intorno all’80% con riferimento sia alla domanda interna che a quella estera) e la presenza di attese di ulteriori flessioni (restante 20% degli interpellati). Il quadro appena descritto appare d’altra parte inevitabile considerate anche le forti penalizzazioni di cui soffre da tempo il settore nazionale rispetto ai concorrenti esteri. Assocarta, sia autonomamente che di concerto con le rappresentanze sindacali e con altri settori della filiera, sta da tempo richiamando l’attenzione del mondo politico sulle misure di politica industriale necessarie ed improcrastinabili per salvaguardare la competitività e la sopravvivenza dell’industria nazionale.

 

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