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Nel 2009 produzione e fatturato in forte calo:  i nuovi volumi riportano il settore alla fine degli anni ’90.   Prioritarie ed improcrastinabili misure atte a rivitalizzare la domanda ed a contenere i costi energetici.    Forti preoccupazioni per i continui, sostenuti rincari delle cellulose e del macero

Il quarto trimestre 2009 presenta livelli produttivi vicini   ai già ridottissimi volumi di un anno prima.  Considerati i sensibili ridimensionamenti tendenziali periodi precedenti, la sintesi dei 12 mesi  mostra una perdita produttiva dell’11,2% rispetto ai già ridotti livelli del 2008: i volumi prodotti ammontano a  poco oltre gli 8,4 milioni di tonnellate, con una perdita di 1,7 milioni di tonnellate rispetto al record toccato nel 2007 (10,1 milioni di tonnellate).  Per ritrovare volumi analoghi occorre risalire alla fine degli anni ’90.

Le dinamiche dei prezzi dei prodotti realizzati dalle cartiere, in modesto recupero rispetto al terzo trimestre, ma  ancora inferiori ai già depressi livelli di fine 2008, si riflettono sul fatturato del settore che, nel complesso dell’anno, si colloca poco al di sopra dei 6 miliardi di euro, con una riduzione del 16% rispetto ai valori già in sensibile ripiegamento di un anno prima. Evidenti e pesanti i riflessi di tali andamenti sulla redditività delle imprese.

Anche dal lato della domanda appare evidente a fine anno l’arresto della caduta iniziata nel secondo trimestre 2008 e proseguita a ritmi elevatissimi a partire da settembre dello stesso anno: nella sintesi dei 12 mesi il consumo apparente di carte e cartoni si colloca intorno  ai 9,8 milioni di tonnellate, livello che ritroviamo solo nel lontano 1997, con una riduzione di oltre 2 milioni di tonnellate rispetto al 2007.

Il settore è impegnato a richiamare l’attenzione dei policy makers sulle misure di politica industriale necessarie ed improcrastinabili per salvaguardare la competitività e la sopravvivenza dell’industria nazionale.  Resta prioritario il contenimento dei costi energetici che, occorre ricordare, incidono sui bilanci delle cartiere per oltre il 20%.  Di rilievo anche le istanze che il settore sta portando avanti con altre organizzazioni della filiera, volte a dare impulso alla domanda (reintroduzione del credito di imposta sugli acquisti di carta da parte di editori e stampatori e detassazione degli utili reinvestiti in pubblicità).

La rapida crescita delle produzioni cartarie dell’area asiatica, principalmente Cina ed Indonesia,   sta inoltre creando da tempo pesanti tensioni sui mercati internazionali delle materie prime fibrose  (cellulosa e carta da macero) che stanno spingendo le relative quotazioni ben oltre i livelli pre-crisi e la recente rivalutazione del dollaro penalizza le cartiere europee.


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