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Il 2012 si chiude con un calo del fatturato del 7% che risente della forte debolezza della domanda interna. Più che mai indispensabile e urgente incidere sul rilancio dei consumi.

Le sintesi relative all’anno appena concluso presentano livelli produttivi vicini agli 8,6 milioni di tonnellate in calo del 5% rispetto ai già compressi livelli dell’anno prima. Tali volumi evidenziano una perdita di oltre 1,5 milioni di tonnellate rispetto al massimo raggiunto nell’ormai lontano 2007; sia la sintesi dell’ultimo trimestre che quella dei 12 mesi riportano il settore a livelli vicini a quelli di fine anni ’90. Tale forte ridimensionamento conferma la prosecuzione del fenomeno di riorganizzazione produttiva del settore che ha comportato fermate e chiusure di impianti anche nel corso del 2012 e che sta, d’altra parte, continuando anche in questi primi mesi 2013.

L’effetto congiunto delle dinamiche dei volumi prodotti e venduti e dei prezzi, in ridimensionamento per tutto il 2012, è un fatturato del settore che nella sintesi dell’intero anno si colloca su 6,75 mlni di € con un ripiegamento del 7% rispetto al 2011. Se si eccettua il ridottissimo valore del 2009, anche il fatturato 2012 riporta il settore ai valori di fine anni ’90.

Il quadro fin qui descritto è fortemente condizionato da una domanda interna di prodotti del settore che ha toccato livelli minimi proprio a fine anno: nella sintesi dell’intero 2012 la variazione è del -6,8% rispetto ai bassissimi livelli 2011, solo marginalmente superiori a quelli particolarmente depressi del 2009. La caduta della componente interna è apparsa solo in parte colmata dalla ripresa a fine anno della componente estera i cui volumi complessivi si sono stabiliti su livelli vicini a quelli del 2011.

Restano pertanto forti le preoccupazioni, in prospettiva, legate al quadro economico complessivo, il peggiore dall’inizio della crisi, cui si aggiunge il confuso quadro politico emerso dalle elezioni, che non lascia spazio a facili ottimismi. Il settore e la filiera a cui questo appartiene hanno individuato tre linee di azione specifiche da realizzare con il supporto della politica volte a rivitalizzare la domanda dei prodotti di propria pertinenza e sostenerne l’offerta. Per far ripartire i consumi occorrono misure atte a promuovere la lettura tra i giovani, oltre a forme di sostegno agli investimenti pubblicitari, scesi del 17,7% nel 2012 (sul 2011) e ulteriormente in forte compressione all’inizio del 2013 (-25% su gennaio 2012). Dal lato dell’offerta è inoltre fondamentale agire al più presto prevedendo incentivi all’innovazione. Tali proposte verranno presentate nella conferenza-stampa “CARTA & WEB: l’integrazione tra scelte strategiche e tecnologiche” che si terrà a Roma il 10 aprile prossimo.

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