11 febbraio 2026 – Si è tenuto oggi il vertice di Anversa, con la partecipazione della Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, capi di Stato, commissari europei e anche il Presidente di Cepi Marco Eikelenboom, CEO di Sappi Europe in rappresentanza dell'industria cartaria europa. Il vertice si inserisce nel percorso avviato con la Dichiarazione di Anversa, un'iniziativa sostenuta da oltre 1.300 organizzazioni industriali europee che chiede un Patto Industriale Europeo a complemento del Green Deal, per riportare la competitività industriale al centro dell'agenda UE. La data è stata scelta per precedere l'incontro informale dei leader europei di domani 12 febbraio ad Alden Biesen, in Belgio, dedicato al tema della competitività.
Assocarta con l'industria cartaria italiana sostenendo con forza la Dichiarazione di Anversa e l'urgenza di politiche industriali europee capaci di garantire investimenti, occupazione e transizione climatica. Il settore cartario UE fa parte delle industrie manifatturiere ad alta intensità energetica che complessivamente generano oltre 1.500 miliardi di euro di fatturato e lavorano 6,6 milioni di lavoratori diretti in Europa.
Le industrie ad alta intensità energetica stanno affrontando pressioni senza precedenti, dichiara Lorenzo Poli, Presidente di Assocarta. I costi dell'energia sono circa il doppio rispetto al periodo pre-crisi, i prezzi dell'ETS sono quadruplicati rispetto al pre-Covid e le pratiche commerciali sleali, aggravate dai dazi statunitensi, stanno erodendo la competitività. Senza interventi immediati su energia, ETS e difesa commerciale, il rischio di una deindustrializzazione irreversibile è concreto.

Lorenzo Poli (Assocarta): «L'Italia esporta un quarto della carta raccolta, annullando i benefici ambientali del riciclo. Servono politiche industriali per rilanciare il riciclo di prossimità» L'Italia è un campione mondiale del riciclo della carta . Raccoglie bene, ricicla meglio e ha costruito negli anni una filiera industriale tra le più avanzate in Europa. Ma questo primato oggi convive con un segnale d'allarme senza precedenti: «A partire dal 2025 è cessata l'operatività di 6 impianti cartari su 150, dopo oltre un decennio in cui il settore non aveva praticamente mai chiuso uno stabilimento». Questo, avverte Lorenzo Poli , presidente di Assocarta , «è il sintomo più evidente di una perdita di competitività strutturale». Due di questi impianti potrebbero anche riaprire, ma l'attuale crisi si riflette in un paradosso sempre più marcato: circa un quarto della carta raccolta in Italia prende la via dell'estero, nonostante la capacità industriale nazionale sarebbe sufficiente ad assorbirla.
8 gennaio 2026 - In questi giorni stiamo assistendo all’ennesima divergenza dei prezzi italiani del gas PSV rispetto a quelli del TTF dei mercati europei. I primi freddi, che stanno riguardando l’Italia e l’Europa, non possono spiegare un aumento dei prezzi simile, tanto che in tutta Europa stanno addirittura scendendo. I livelli di stoccaggio italiani sono molto elevati, circa il 70%, ad un livello superiore a quello della media EU (circa 60%). Non si spiega quindi per quale ragione il gas in Italia arrivi a costare 7/8 €/MWh in più rispetto al Nord Europa, ovvero il 25% più alti di quelli del TTF.

Nella splendida cornice dell'Accademia dei Georgofili si terrà un importante momento di confronto dedicato alle filiere forestali e del legno, al loro ruolo nella decarbonizzazione, nella bioeconomia circolare e nello sviluppo sostenibile del Paese. Un programma ricco di contributi scientifici, istituzionali e di settore, che culminerà in un forum di discussione tra i principali attori delle filiere. Interverrà al Forum il DG Assocarta Massimo Medugno che porterà il punto di vista dell'industria cartaria all'interno del dialogo tra foreste, filiere produttive e politiche pubbliche. Un'occasione per rafforzare il confronto tra mondi diversi ma interconnessi, e per delineare proposte operative concrete per il futuro del settore.

Il 18 dicembre presso la sede di Assocarta la presentazione di Nel nome del pane, il nuovo romanzo di Luigi A. Chiarello, un thriller originale e provocatorio che affronta uno dei temi più strategici del nostro tempo: il controllo delle risorse alimentari e il loro impatto sul potere globale. Attraverso una narrazione avvincente e ricca di colpi di scena, il libro accompagna il lettore in un viaggio sorprendente dentro la nostra identità alimentare, intrecciando suspense e riflessione. Misteri, simboli e riferimenti storici, religiosi, artistici e antropologici diventano strumenti per interrogarsi sul significato profondo del cibo nella società contemporanea e sulle trasformazioni che stanno ridefinendo il nostro rapporto con esso.

Federazione e Grafica, in rappresentanza di tutta la filiera italiana della carta e della trasformazione, esprimendo forte preoccupazione sulla bozza di Legal Advice della Commissione Europea sul PPWR in linea con quanto espresso da Cepi, ECMA, EPPA, FEFCO, FEPE e PRO CARTON, nella lettera inviata lo scorso 19 dicembre alla Commissione. Leggi testo integrale:










