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La criticità della proposta, sulla quale Assocarta si esprime, è data dall’impostazione della proposta di revisione della direttiva imballaggi (PPWR) che avrebbe dovuto promuovere il riuso creando quel quadro giuridico necessario a sviluppare le condizioni infrastrutturali e ambientali utili a renderlo economicamente praticabile ed efficace in termini ambientali.

Infatti, esso non disciplina i numeri di riutilizzi, la distanza massima per il ricondizionamento, la riciclabilità degli imballaggi riutilizzabili, le garanzie di prestazione e, non meno importante, l’igiene e sicurezza. E su questi aspetti essenziali rinvia ad atti delegati.

Introduce, invece, da subito divieti ai prodotti monouso in svariati contesti (con obiettivi molto alti di riuso in svariati settori) e discriminanti (in quanto i divieti e gli obiettivi prescindono da ogni condizione infrastrutturale e ambientale), come se la miglior efficacia ambientale del riuso fosse già garantita ed assodata sempre e comunque.

Secondo i dati Eurostat, nel 2020, sono stati riciclati circa 27 milioni di imballaggi in carta su 33 immessi sul mercato, mentre la quantità di imballaggi in carta  riciclati, in totale, è superiore al totale di quelli riciclati dalla plastica, metallo e vetro. la carta si ricicla almeno 7 volte, in alcuni casi fino a 25 e solo una piccola parte di questi imballaggi sono a diretto contatto con gli alimenti, circa 1,4 milioni. “L’Italia ha già raggiunto l’85% di riciclo degli imballaggi in carta in anticipo rispetto alla scadenza del 2030” aggiunge Medugno, che conclude “L’imballaggio in carta è rinnovabile e, in un’ottica di sostenibilità delle risorse, la Commissione dovrebbe introdurre non solo il contenuto in riciclato, ma anche un “contenuto in rinnovabilità”.

Va ricordato che in tema di forestazione vige in Europa il sistema di Due Diligence che assoggetta il legno e i suoi derivati ad una regolamentazione severa in termini di sostenibilità e di legalità della provenienza. 

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