Il saldo commerciale di carta e cartone, pur in lieve erosione, è diminuito del 4,4% nell'area Cepi rispetto al 2024 ma resta ampiamente positivo, una posizione unica tra i settori europei ad alta intensità energetica. Sulla base dei dati Eurostat più recenti (11 mesi), le esportazioni UE di carta e cartone sono diminuite del 2,2%, mentre le importazioni sono stimate in aumento dell'1,4% nel 2025, evidenziando la fragilità della posizione competitiva globale dell'UE.
"I risultati europei riflettono i dati preliminari della produzione di carta italiana che, nel 2025, ha registrato un decremento tendenziale dei volumi produttivi (-2,2%) e una tenuta del mercato nazionale (consumo interno apparente +3,8%) trainato dalle importazioni (+7,6%) mentre i volumi delle vendite dell'industria italiana sul mercato interno sono calati del -0,7%. Anche l'export in volume è risultato in calo (-4,1%) afferma il DG Assocarta Massimo Medugno. «Tuttavia - mette in evidenza Medugno - esiste un ulteriore potenziale di crescita nella sostituzione dei materiali a base fossile. I materiali circolari a base biologica offrono, infatti, vantaggi in termini di resilienza delle catene di approvvigionamento e competitività europea. Ciò è confermato dalle più recenti statistiche Cepi e da altri studi pubblicati in questo periodo, incluso l'Antwerp Statement Monitoring Report di Deloitte".
I recenti dati pubblicati da Deloitte mostrano infatti che l'Europa non ha eguali in metriche chiave di competitività circolare: la filiera della carta è il principale utilizzatore di biomassa destinata ai biomateriali e presenta un elevato tasso di utilizzo circolare dei materiali.










