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Milano, 21 novembre 2014 - La Commissione Bilancio ha approvato l’emendamento del Governo sull’IVA al 4% per gli e-book (libri digitali), nonostante sia in contrasto con il quadro comunitario. Certo un libro è un libro, ma più che riflettere sulla sua natura (di carta, digitale…o perfino di un altro materiale ancora, chissà!), si dovrebbe riflettere sul fatto che il 57% degli Italiani non leggono nemmeno un libro all’anno.In giro ci sono un  sacco di paradossi, ma - alla ricerca appassionata di questi – si perde di vista l’obiettivo principe: invitare alla lettura, estendere il mercato dei lettori. Questo è l’obiettivo da perseguire al quale la leva fiscale può dare un contributo. Ad esempio (abbiamo già la detrazione per la piscina,  per il cane e il gatto) estendere le detrazioni anche agli acquisti di libri.

 

La Commissione Bilancio ha approvato l’emendamento del Governo sull’IVA al 4% per gli e-book (libri digitali), nonostante sia in contrasto con il quadro comunitario. Certo un libro è un libro, ma più che riflettere sulla sua natura (di carta, digitale…o perfino di un altro materiale ancora, chissà!), si dovrebbe riflettere sul fatto che il 57% degli Italiani non leggono nemmeno un libro all’anno.In giro ci sono un  sacco di paradossi, ma - alla ricerca appassionata di questi – si perde di vista l’obiettivo principe: invitare alla lettura, estendere il mercato dei lettori.

Questo è l’obiettivo da perseguire al quale la leva fiscale può dare un contributo. Ad esempio (abbiamo già la detrazione per la piscina,  per il cane e il gatto) estendere le detrazioni anche agli acquisti di libri.

Un mercato che si restringe, questo é il vero gap che assilla l’editoria, anche quella digitale. E l’Iva al 4% (prevista ora per il cartaceo, il libro tradizionale) non è la risposta su cui puntare. Occorre rilanciare i consumi culturali tramite un’opportuna politica fiscale.

Ci sono, poi, i dumping fiscali come quelli dovuti alla particolare struttura societaria delle principali società digitali. Un tema che non possiamo ignorare nell’ottica di affrontare organicamente la materia (e non a “spizzichi e bocconi”). Infatti, in questo caso l’economia digitale “frena” il PIL anziché aumentarlo.

Senza dimenticare che la filiera industriale che si snoda attorno al mondo della carta e della grafica genera un fatturato che supera i 23 miliardi di Euro pari all’1,5 del PIL Italiano. Un risultato ottenuto da più di 20.000 aziende rappresentate dalla Federazione della Filiera della Carta e della Grafica (produttori e i trasformatori di carta e cartone, imprese grafiche e cartotecniche, aziende costruttrici di macchine) che danno lavoro ad oltre 185.000 addetti.

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