
10 giugno 2026 - Si è tenuta ieri a Bruxelles, una conferenza stampa organizzata da Confindustria sul tema della revisione dello schema ETS con la partecipazione del Vice-Presidente Confindustria Aurelio Regina, del Presidente Poli e del Presidente di Federacciai Antonio Gozzi. L’ iniziativa ha preceduto l’incontro con i vertici della Commissione europea per presentare un pacchetto di dieci proposte in vista della revisione del sistema ETS in discussione oggi al collegio dei commissari europei, che presenterà una prima bozza di intervento. La proposta organica per ridurre la volatilità del prezzo della CO₂, e attenuare l’impatto sui prezzi dell’elettricità e contenere i costi lungo le filiere industriali dovrebbe invece essere presentata il prossimo 15 luglio.
"L'industria cartaria italiana ha investito negli anni per ridurre le emissioni e costruire un modello produttivo fondato su efficienza energetica e circolarità. Oggi, però, lo schema ETS, così come è concepito, non rappresenta più uno stimolo alla decarbonizzazione, ma un costo che pesa sulla competitività del settore, incidendo per il 4% sul fatturato in un contesto di impianti utilizzati solo al 75% della capacità e di crescente concorrenza delle importazioni. A questo si aggiunge un evidente squilibrio competitivo: il 76% della manifattura italiana soggetta a ETS sostiene un costo diretto sul conto economico, mentre in altri Paesi europei, grazie a un maggiore ricorso alle biomasse, le imprese possono beneficiare di un vantaggio competitivo fino al 60% - ha affermato Lorenzo Poli Presidente Assocarta a margine della Conferenza Stampa a Bruxelles con il Vice Presidente Confindustria Aurelio Regina e il Presidente di Federacciai Antonio Gozzi.
“È urgente rivedere i benchmark ETS, ormai basati su parametri non più attuali, per valorizzare chi ha già intrapreso il percorso della decarbonizzazione. Ridurre la produzione nazionale significherebbe indebolire un'eccellenza europea che produce il 90% della carta in cogenerazione e ha costruito la propria leadership sull'utilizzo di materie prime rinnovabili e riciclate. La transizione ecologica deve sostenere, e non frenare, un settore che fa della circolarità il proprio punto di forza” ha concludo infine Poli.
Tra le richieste principali di Confindustria e delle associazioni hard to abate c’è’ lo stop alla riduzione delle quote gratuite per i settori ETS fino alla stabilizzazione dello scenario geopolitico. Secondo Confindustria, strumenti come le quote gratuite e la compensazione dei costi indiretti restano essenziali per accompagnare la transizione industriale e impedire che la decarbonizzazione si trasformi in un processo di delocalizzazione produttiva. Sul tavolo c’è anche il tema dei nuovi benchmark utilizzati per assegnare le quote gratuite, ovvero i parametri di riferimento stabiliti dall’UE per calcolare quante quote di emissione di CO₂ vengono assegnate gratuitamente alle grandi industrie.











