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La diagnosi è chiara: il processo di integrazione europea si è notevolmente colpito circa venticinque anni fa, dopo l'introduzione dell'euro. Da allora, l'Unione ha prevalentemente amministrato le conquiste già raggiunte, come la moneta unica e il mercato unico, senza compiere nuovi passi decisivi. Eppure, quello che definiamo “mercato unico” resta incompleto. Settori strategici come l'energia , le telecomunicazioni ei mercati finanziari continuano infatti a essere regolati soprattutto a livello nazionale: ogni Stato dispone della propria autorità per l'energia, delle proprie autorità di controllo delle telecomunicazioni e del proprio organismo di vigilanza sui mercati finanziari. Nel frattempo, lo scenario globale è cambiato radicalmente. Negli anni Novanta, l'economia italiana aveva una dimensione paragonabile a quella di Cina e India messe insieme, e le principali economie europee erano ancora più grandi. In un quarto di secolo, però, Cina e India hanno conosciuto una crescita straordinaria, modificando gli equilibri economici mondiali. L'India, in particolare, è considerata la prossima grande potenza economica e beneficia anche di un ulteriore vantaggio competitivo: una vasta popolazione anglofona, che ne facilita l'integrazione nei mercati globali.
Massimo Beccarello Professore Associato CESISP | Università degli Studi di Milano-Bicocca spiega in modo scientifico e divulgativo i difetti dell'attuale sistema ETS e le ragioni della necessità di rivedere lo schema con l'obiettivo di coniugare sostenibilità ambientale, realizzabilità industriale e strategicità per il sistema produttivo nazionale.
1) siamo sicuri che stiamo facendo la giusta narrativa sull'ETS?
2) lo schema ETS produce elementi corretti di competitività di levelplayingfield a livello intra-europeo?
3) che rapporto c'è tra obiettivi di decarbonizzazione e struttura dei mercati energetici?
La crescente pressione competitiva internazionale è confermata anche dai dati del 2025. Nel 2025 i consumi nazionali sono aumentati del 3,3%, raggiungendo 10 milioni di tonnellate, mentre la produzione si è ridotta del 2,2% (7,8 milioni di tonnellate) e il fatturato è diminuito del 5,2% (7,9 miliardi di euro), lasciando sempre più spazio alle vendite, cresciute del 7,5%. Le esportazioni, in calo del 3,5%, evidenziano le difficoltà delle produzioni più standardizzate sui mercati esteri, mentre si conferma la capacità delle imprese italiane di presidiare i segmenti a più alto valore aggiunto.
Oggi Il 10 aprile al programma – La piazza virtuale di Rai3 condotta da Roberto Inciocchi focus sul costo dell'energia nel settore cartario italiano con Carlotta De iuliis manager di Cartesar spa: "Bolletta energetica raddoppiata tra febbraio e marzo 2026, con questo livello di prezzi del gas a rischio non solo la competitività e la produttività della cartiera ma anche l'utilizzo di carta da riciclare raccolta sul territorio".


















