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25 marzo 2026 “Con un quadro normativo solido a livello UE, il biometano può garantire riduzioni immediate delle emissioni di CO2, rafforzare l’indipendenza energetica e accelerare la trasformazione verso la neutralità carbonica dell’industria e della società europea” hanno affermato ieri le industrie UE firmatarie della Dichiarazione congiunta sul biometano presentata a Bruxelles ai leader UE.

“Il biometano rappresenta una leva concreta e immediatamente disponibile per rafforzare la competitività energetica dell’industria cartaria italiana ed europea e accelerare il percorso di decarbonizzazione del settore. La Dichiarazione europea che abbiamo sottoscritto invia un segnale chiaro di una forte domanda industriale, in particolare nei settori difficili da decarbonizzare, dove il biometano contribuisce a rafforzare l’indipendenza energetica e a ridurre l’esposizione alla volatilità del mercato globale del gas. In un contesto di forte pressione sui costi energetici, è fondamentale valorizzare tutte le soluzioni sostenibili e già scalabili, come il biometano, che possono contribuire alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla transizione verso un sistema industriale a basse emissioni. Oltre all’energia, il biometano rappresenta inoltre una pietra angolare dell’economia circolare europea, creando una forte simbiosi industriale tra industria cartaria e agricola”, ha dichiarato il Presidente di Assocarta Lorenzo Poli, a margine dell’appello UE di ieri a Bruxelles.

Per il sistema cartario italiano, infatti, il biometano rappresenta già una componente integrata nella strategia di mix energetico delineata da Assocarta nel Paper “Industrial Deal”, oggetto di specifici accordi di collaborazione (MoU) sottoscritti con il CIB – Consorzio Italiano Biometano.

L’industria europea è sotto crescente pressione a causa degli alti prezzi dell’energia e dell’aumento dei costi del carbonio, con alcuni settori che stanno già affrontando riduzioni della produzione e chiusure. Con 22 miliardi di metri cubi (bcm) di biogas e biometano prodotti oggi in Europa, il biometano sostenibile offre un sollievo immediato e scalabile, integrandosi perfettamente nei sistemi energetici e nelle infrastrutture del gas esistenti. Prodotto a livello domestico, rafforza l’indipendenza energetica e riduce l’esposizione dell’Europa alla volatilità del mercato globale del gas, in un momento in cui l’UE importa ancora circa il 90% del suo gas.

Garantisce riduzioni immediate delle emissioni e sicurezza dell’approvvigionamento, in particolare nei settori ad alta intensità energetica come la carta. Oltre all’uso energetico, il biometano è un pilastro dell’economia circolare europea, fornendo materie prime e co-prodotti fondamentali, tra cui digestato e CO₂ biogenica, per applicazioni industriali e agricole.

Circa 25 milioni di tonnellate di digestato all’anno sono già prodotte oggi in Europa dai processi di produzione e upgrading del biogas. Tuttavia, le importazioni di fertilizzanti sintetici nell’UE hanno raggiunto 24,2 milioni di tonnellate nel 2024. Allo stesso modo, il settore cattura già 1,17 milioni di tonnellate di bio-CO₂, equivalenti a circa il 14% della domanda europea di CO₂ commerciale liquida e solida. Questo è particolarmente rilevante considerando che la produzione di ammoniaca in Europa, principale fonte di CO₂ per i mercati attuali, dovrebbe subire interruzioni a causa della crisi in corso in Medio Oriente, poiché gli impianti di CO₂ fossile dipendono dalle importazioni di gas naturale.

La dichiarazione delinea 10 azioni prioritarie per accelerare la diffusione del biometano, tra cui:
• Riconoscere il ruolo del biometano nel raggiungimento degli obiettivi climatici ed energetici dell’UE, come il target di produzione di 35 bcm entro il 2030 incluso in REPowerEU.
• Eliminare le barriere amministrative alla certificazione, al commercio e agli accordi di acquisto aziendali.
• Sostenere le economie di scala attraverso incentivi, meccanismi di finanziamento e accordi di acquisto a lungo termine, dando priorità ai settori ad alta intensità energetica e difficili da decarbonizzare.
• Armonizzare i regimi di sostegno nazionali per facilitare lo sviluppo transfrontaliero.
• Migliorare l’accesso alle infrastrutture tramite una pianificazione integrata delle reti e procedure autorizzative semplificate.

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