Di fronte all'incertezza rimane la certezza: dove è arrivato il settore cartario e dove vorrebbe andare secondo il Paper Industrial Deal
Roma, 4 febbraio 2026 – È intervenuto oggi Massimo Medugno, Direttore Generale di Assocarta, alla terza edizione del Forum "L'Italia in Cantiere. Un clean industrial deal made in Italy", la Conferenza Nazionale organizzata da Legambiente, di cui Assocarta è main sponsor, presso Spazio Sette Libreria a Roma.
Nel corso dell'evento Legambiente ha presentato il Libro Bianco con proposte mirate su energia, bioeconomia ed economia circolare, pilastri fondamentali per la costruzione di un patto industriale pulito Made in Italy.
«Di fronte all'incertezza del quadro economico, regolatorio ed energetico, rimane la certezza del percorso industriale già costruito dal settore cartario e della direzione in cui intende andare, come delineato nel Paper Industrial Deal.» ha dichiarato Medugno. «Il settore cartario sa bene da dove viene e sa soprattutto dove vuole andare – ha messo in evidenza Medugno – ma per farlo ha bisogno di un quadro di regole stabili, coerenti e di politiche industriali che accompagnano davvero la transizione, senza penalizzare la competitività».
Il Direttore Generale di Assocarta ha quindi richiamato le misure prioritarie contenute nel Paper Industrial Deal, indispensabili per consentire al settore cartario italiano di mantenere competitività, capacità produttiva e livelli occupazionali. Al centro dell'intervento il tema dell'energia, con la necessità urgente di abbattere il costo delle bollette per le imprese energivore.
«Attendiamo il Decreto Bollette da troppo tempo – ha sottolineato Medugno – mentre la deindustrializzazione non è un rischio futuro, ma una realtà già in corso: nell'ultimo anno hanno chiuso sei cartiere».
L'Italia resta un campione mondiale del riciclo della carta: raccoglie bene, ricicla meglio e ha costruito negli anni una filiera industriale tra le più avanzate in Europa. tuttavia, ogni anno il nostro Paese esporta oltre 1,7 milioni di tonnellate di carta da riciclare, pari a quasi il 25% della raccolta nazionale, mentre allo stesso tempo importa carta e cartone per imballaggi realizzati all'estero con la stessa materia prima, ma trasformata a maggior valore aggiunto.
«È un paradosso che indebolisce sia l'industria sia i benefici ambientali del riciclo – ha spiegato Medugno – perché finiamo per esportare una materia prima a basso valore e reimportare un prodotto finito più caro, quando possiamo lavorarlo interamente in Italia».
Sul fronte ambientale, Medugno ha inoltre evidenziato come l'Emissions Trading System (ETS), in assenza di alternative tecnologiche concrete per la decarbonizzazione, rischi di trasformarsi in una mera tassa. «Non si può chiedere alle imprese di decarbonizzare senza offrire soluzioni industrialmente praticabili – ha concluso – serve una regolamentazione adeguata delle aree idonee e una politica industriale che accompagni davvero la transizione».
Riduzione delle bollette e recupero degli scarti sono due leve strategiche che consentono di rilanciare il riciclo di prossimità, rafforzare la filiera cartaria nazionale e trasformare un'eccellenza ambientale in un vero vantaggio industriale, occupazionale e competitivo per il Paese.











