
Lucca, 8 ottobre 2026 - Si è tenuto oggi, nell’ambito del MIAC 2026, il seminario “Tecnologie avanzate per efficienza, qualità e sostenibilità nel tissue” moderato dal vicedirettore di Assocarta Massimo Ramunni. Ad aprire i valori Francesco Pasquini AD di Lucart e Presidente del Gruppo tissue di Assocarta con una panoramica aggiornata sullo stato dell’industria tissue in Italia e in Europa, nell’attuale scenario economico e geopolitico internazionale, sempre più complesso e sfidante.
“L’industria italiana del tissue rappresenta una delle eccellenze del nostro sistema manifatturiero e continua a ricoprire un ruolo di primo piano a livello internazionale: l’Italia è il primo produttore di tissue in Europa, con oltre il 20% della produzione continentale, e dal 2018 al 2025 si è confermata il terzo esportatore mondiale, con una quota del 9,7% delle esportazioni globali e un surplus commerciale superiore a 1,5 miliardi di dollari (seconda posizione a livello mondiale). Sono numeri che testimoniano la solidità e la competitività di una filiera che ha saputo costruire, nel tempo, una forte vocazione internazionale e che svolge un ruolo strategico anche nel garantire prodotti essenziali per l’igiene e la salute dei cittadini. Questa leadership rappresenta un patrimonio industriale importante per il Paese e va tutelata e rafforzata, soprattutto in una fase in cui la concorrenza internazionale è sempre più intensa” afferma Francesco Pasquini.
Nel primo semestre del 2026 la produzione di carte tissue ha registrato una lieve contrazione, mentre la domanda estera è diminuita del 9,8% e le importazioni sono cresciute del 15,5%, a fronte di un aumento del consumo apparente interno del 3%. Parallelamente, nei primi otto mesi dell’anno, i principali costi di produzione hanno registrato aumenti significativi: +16% per il gas naturale, +16,8% per l’energia elettrica, +8,4% per i crediti di emissione di CO₂ e +15,5% per la cellulosa BEK. Già nel 2025 la bolletta del gas del settore cartario aveva raggiunto circa 860 milioni di euro, con un’incidenza sul fatturato del 10,8%.
“In un mercato in cui la domanda resta debole e diventa sempre più difficile trasferire gli aumenti dei costi sui prezzi di vendita, la pressione sui margini rischia di compromettere la capacità delle imprese di investire e competere. Per questo la transizione energetica e la decarbonizzazione devono essere accompagnate da una politica industriale europea comune, che garantisca condizioni competitive eque e permetta di mantenere produzione, investimenti e occupazione in Europa, evitando il rischio di delocalizzazione” conclude Pasquini.
Sono inoltre intervenuti su tematiche legate all’innovazione tecnologica del settore Alessandro Roncarati di ABB, Daniel Schoeps da Silva e Marco Pettena di Voith Paper, Danilo Marcos di Valmet Enrico Paolucci di Andritz, Marco Dalle Piaggedi di Toscotec, Alex Mehew e Mika Suojärvi di DS Smith Paper, Trimble Forestry Europe.











