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Roma, 23 marzo 2016 – La Federazione della Filiera della Carta e della Grafica è stata audita ieri dalla XIII Commissione del Senato sulle modifiche alle direttive rifiuti del Pacchetto Economia Circolare, iniziativa UE che punta a un nuovo sviluppo economico a partire dai biomateriali, dalla rinnovabilità e dalla riciclabilità.  In questa direzione la carta è uno dei principali attori dell’Economia Circolare Made in Italy, una  risorsa rinnovabile, riciclabile ed effettivamente riciclata. La filiera della carta e della sua trasformazione innerva tutta l’Italia con un fatturato di 30 miliardi di euro e circa 200 mila addetti.  Filiera ambientalmente responsabile, la carta ha fatto della “circolarità” un elemento essenziale per la sua competitività. Infatti, l’Italia dispone di una rete di riciclatori (le cartiere)  che attualmente permette un tasso di riciclo - o meglio un tasso di “economia circolare” - del 55% (ogni cento tonnellate prodotte 55 provengono da carta da riciclare).

Leggi la presentazione del Direttore di Assocarta:

 

 

Roma, 23 marzo 2016 – La Federazione della Filiera della Carta e della Grafica è stata audita ieri dalla XIII Commissione del Senato sulle modifiche alle direttive rifiuti del Pacchetto Economia Circolare, iniziativa UE che punta a un nuovo sviluppo economico a partire dai biomateriali, dalla rinnovabilità e dalla riciclabilità.  In questa direzione la carta è uno dei principali attori dell’Economia Circolare Made in Italy, una  risorsa rinnovabile, riciclabile ed effettivamente riciclata. La filiera della carta e della sua trasformazione innerva tutta l’Italia con un fatturato di 30 miliardi di euro e circa 200 mila addetti.  Filiera ambientalmente responsabile, la carta ha fatto della “circolarità” un elemento essenziale per la sua competitività. Infatti, l’Italia dispone di una rete di riciclatori (le cartiere)  che attualmente permette un tasso di riciclo - o meglio un tasso di “economia circolare” - del 55% (ogni cento tonnellate prodotte 55 provengono da carta da riciclare).

Nel settore dell’imballaggio il tasso di “economia circolare” sfiora il 90%.

Tale rete potrebbe essere ampliata per aumentare la “circolarità” del sistema Italia  e promuoverne  lo sviluppo economico.

Nuovi investimenti potrebbero ridurre l’export di carta da riciclare, trasformandola in carta riciclata da immettere nel mercato domestico. Carta che, invece, importiamo dall’estero.

Iniziative come quella di Mantova vanno in questa direzione e sembra strano che esse, invece di essere incoraggiate, non vengono ancora comprese nel loro valore ambientale e sociale

I benefici economici generati dall’economia circolare del riciclo della carta sono ad esempio evidenti in un paese come la Germania dove su oltre 22 milioni di tonnellate di carta prodotte nel 2015 ben 16,7 sono state ottenute da carta da riciclare il cui consumo è aumentato dello 0,7% (2015/2014).

Mentre ad oggi, in Italia l’export di carta da riciclare è pari a 1,5 milioni di tonnellate mentre importiamo carte riciclate per imballaggio.

Altro tema fondamentale è la prevenzione. Nella Direttiva Rifiuti andrebbe specificata la necessità di intervenire anche sulle sostanze che possono ostacolare il riciclo a valle.

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