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Milano, 25 novembre 2014 - “Certo che un libro è un libro” afferma Massimo Medugno, Direttore Generale di Assocarta “ma più che lavorare sulla natura cartacea o digitale si dovrebbe riflettere sul fatto che il 57% di italiani non leggono nemmeno un libro all’anno. Questa è la vera emergenza culturale da affrontare: estendere il mercato dei lettori invitando alla lettura attraverso l’introduzione di una detrazione “salva cultura” nella dichiarazione dei redditi delle spese per l’acquisto di libri, riviste e giornali”. Questo il commento di Massimo Medugno a margine delle conclusioni odierne del Consiglio europeo dei Ministri della Cultura UE.   “Una detrazione “salva cultura” sulla falsariga del meccanismo individuato per le spese veterinarie o sportive” spiega Medugno

Milano, 25 novembre 2014 - “Certo che un libro è un libro” afferma Massimo Medugno, Direttore Generale di Assocarta “ma più che lavorare sulla natura cartacea o digitale si dovrebbe riflettere sul fatto che il 57% di italiani non leggono nemmeno un libro all’anno. Questa è la vera emergenza culturale da affrontare: estendere il mercato dei lettori invitando alla lettura attraverso l’introduzione di una detrazione “salva cultura” nella dichiarazione dei redditi delle spese per l’acquisto di libri, riviste e giornali”. Questo il commento di Massimo Medugno a margine delle conclusioni odierne del Consiglio europeo dei Ministri della Cultura UE.   “Una detrazione “salva cultura” sulla falsariga del meccanismo individuato per le spese veterinarie o sportive” spiega Medugno "Non credo che nessuno possa mettere in dubbio che la diffusione della cultura debba essere sullo stesso livello delle cure per animali o dell’attività sportiva. Uno strumento facile” precisa ancora “conosciuto da tutti e ben sperimentato che costerebbe poco all’erario e sarebbe subito recuperato dal maggior acquisto di libri”.

Se si vuole affrontare il profilo fiscale non può più essere ignorata la particolare struttura societaria delle principali società digitali. Altrimenti l’economia digitale più che essere motore di sviluppo frena il PIL.

La filiera industriale che si snoda attorno al mondo della carta e della grafica ha testa e piedi in Italia dove genera un fatturato che supera i 23 miliardi di Euro pari all’1,5 del PIL Italiano. Un risultato ottenuto da più di 20.000 aziende rappresentate dalla Federazione della Filiera della Carta e della Grafica (produttori e i trasformatori di carta e cartone, imprese grafiche e cartotecniche, aziende costruttrici di macchine) che danno lavoro ad oltre 185.000 addetti.

 

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