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Tramite la lettura si trasmettono i valori che sono il presupposto per esercitare la creatività e l’innovazione.

2 marzo 2015 - Secondo i dati EUROSTAT  in Italia il 56% della popolazione legge almeno un  libro (con un reddito pro capite di 27.000), mentre in Germania la percentuale sale al 79% (con un reddito però a 34.000 euro), mentre la media europea è al 70% (30.000 euro di reddito in media, comunque superiore all’Italia). Dove c’è lettura (e cultura) c’è benessere. La lettura è quindi il più solido strumento di apprendimento in grado di accrescere le competenze in un contesto competitivo fortemente condizionato dall’innovazione e dalla conoscenza.

Secondo i dati EUROSTAT  in Italia il 56% della popolazione legge almeno un  libro (con un reddito pro capite di 27.000), mentre in Germania la percentuale sale al 79% (con un reddito però a 34.000 euro), mentre la media europea è al 70% (30.000 euro di reddito in media, comunque superiore all’Italia). 

Dove c’è lettura (e cultura) c’è benessere. La lettura è quindi il più solido strumento di apprendimento in grado di accrescere le competenze in un contesto competitivo fortemente condizionato dall’innovazione e dalla conoscenza.

I dati sulla lettura in Italia sono però preoccupanti: oltre 800 mila persone sono uscite dal mercato della lettura di libri, oltre 1,9 milioni di persone hanno smesso di leggere abitualmente un quotidiano e 3,6 milioni di persone un periodico.

Ciò è emerso durante l’incontro “Senza lettura non c’è crescita. Quotidiani, periodici e libri come leva per lo sviluppo del Paese”, tenuto a  Roma il 26 febbraio scorso, presso al Sala Capitolare del Senato, in cui è stata presentata la proposta di un “bonus lettura” per i giovani e per le loro famiglie, avanzata dalle otto Associazioni della Filiera Carta, Editoria, Stampa e Trasformazione.

Una contrazione di un mercato che a che fare  con la riduzione del reddito disponibile e che ha accentuato una tendenza già in atto in Italia. Ma quella che può essere una constatazione macroeconomica diventa un dato allarmante se messo in relazione con  il benessere della società e dell’influenza della lettura e della cultura sulla società italiana. Insomma in questi anni si sta minando l’infrastruttura più profonda quella della cultura e della lettura tramite la quale si trasmettono i valori che sono il presupposto per esercitare la creatività, l’innovazione …ed uscire dalla crisi economica e culturale.

Se abbiamo avuto la forza di mettere in Costituzione il pareggio strutturale di bilancio dovremo introdurre anche degli altri obiettivi almeno a livello sociale: ad esempio quello di leggere di più per crescere di più e meglio.

Come ha bene messo in evidenza Virman Cusenza, Direttore de Il Messaggero, durante lo stesso incontro,  la cultura e la lettura sono la premessa ai consumi non solo come leva di sviluppo del mercato, ma come migliore antidoto alla mancanza di innovazione e creatività.

E se “la lettura è un atto d’amore che non può essere imposto”, secondo la bella espressione usata da Franco Di Mare durante l’incontro, certamente deve essere incoraggiata al pari del risparmio energetico, dell’attività fisica…Anch’essa riguarda il futuro e i valori di noi tutti.

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