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8 marzo 2012

 1.  Come valuta l’introduzione delle emissioni (EU-ETS) e delle tasse ambientali considerando la recente recessione economica?

La recessione economica ha reso gli obiettivi di Kyoto più raggiungibili per effetto della minore emissione derivante dalle attività industriali, le uniche peraltro che anche in periodi di crescita hanno saputo ridurre le proprie emissioni, cosa che trasporti e domestico non hanno saputo fare. Non bisogna farsi però ingannare da questi due aspetti solo apparentemente positivi. La riduzione dell’onerosità del sistema è infatti controbilanciata da una minore profittabilità delle imprese, dovuta ad esempio alla minore utilizzazione degli impianti, e in generale dalla contrazione dei consumi e stagnazione dei prezzi di vendita. Altri fattori negativi sono la difficoltà di accesso al credito e in genere la mancanza di liquidità che rende le quote di emissione, seppur più economiche in termini assoluti, ben più onerose in termini relativi per le imprese. Insomma l’Europa non ha nulla di cui rallegrarsi se il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto sono ottenuti con la crisi delle aziende e la perdita di milioni di posti di lavoro. Nel nostro caso l’impatto del sistema EU-ETS è stato praticamente nullo giacché prevediamo per il periodo 2008-2012 un costo pari a € 81.000 circa, di cui buona parte dovuta all’utilizzo di BTZ in alternativa al metano.

2.    L’ EU-ETS ha cambiato il comportamento della sua compagnia dal punto di vista delle attività di riduzione di CO2 ?

Non ci sono modifiche radicali nei comportamenti delle imprese in quanto da un lato il sistema ETS nei suoi primi anni ha visto la sua efficacia ridotta dalla contrazione delle produzioni industriali e dall’altro perché le imprese italiane già subiscono un divario di costo di approvvigionamento dell’energia che arriva al 30% in più rispetto ai principali competitors. Le imprese italiane sono cioè sottoposte già da anni a uno stimolo ad investire in efficienza energetica che è anche superiore per intensità, a quello che produce l’EU-ETS. Nel prossimo periodo pianificato 2013-2020 il costo dell’EU-ETS per ICO sarà nullo a parte la quota di emissioni che dovremo acquistare per compensare la riduzione delle emissioni di un reparto (cartotecnica) che non sarebbe sottoposto a regime EU-ETS se non fosse allocato all’interno dell’area della cartiera.

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