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Bioeconomia della carta, pratiche circolari e attenzione al clima:

occorre incidere sul Recycling Habitat per dare ulteriore impulso all'Economia Circolare in Italia.

29 novembre 2019 Prato, Ecoforum Legambiente - "Con la spinta del Green Deal, possiamo ridurre il nostro impatto sui cambiamenti climatici aumentando al contempo la produzione in Italia" dichiara Massimo Medugno, Direttore Generale di Assocarta all'Ecoforum di Legambiente riprendendo la Dichiarazione dei Ceo dell'industria cartaria europea e della Confederazione europea dell'industria cartaria (Cepi) dello scorso 19 novembre a Bruxelles, riguardante la strategicità della questione climatica, presentata durante la Conferenza  "Paper & Beyond".

La direzione indicata a livello europeo trova delle solide basi in quanto l'industria che già garantisce la sostenibilità delle materie prime, ha migliorato le prestazioni dei processi e ha verificato la compatibilità ambientale dei prodotti.

 

Infatti la materia prima vergine proviene da foreste gestite correttamente e nell'80% dei casi sono certificate FSC e PEFC

Negli ultimi 20 anni l'efficienza energetica è aumentata del 30%, mentre il riciclo degli imballaggi oltrepassa l'80%.Inoltre, a livello europeo  l'industria cartaria (insieme alla filiera dellatrasformazione) ha già presentato le Linee Guida per la Riciclabilità degli Imballaggi in Carta.

A livello italiano il settore sta già applicando la norma tecnica, Aticelca 501, che accerta la riciclabilità di tutti gli imballaggi in carta, anche quelli accoppiati con altri materiali.

L'obiettivo è quello di fornire alla filiera e ai consumatori una più ampia scelta di prodotti, rispettosi del clima, facilmente disponibili e convenienti.

"Per fare ciò è indispensabile un quadro normativo coerente, stabile e prevedibile, con chiari traguardi per una transizione energetica competitiva in termini di costi, per promuovere e premiare gli investimenti in decarbonizzazione e garantire l'accesso all'energia pulita" sottolinea Medugno.

L'attenzione del settore è ora sul mercato delle carte da riciclare che vive un momento di estrema difficoltà, dopo lo stop della Cina e di altri paesi asiatici all'import da Europa e USA.Ciò significa prezzi in discesa, come riporta la stampa specializzata. "Le esportazioni di carta da riciclare verso la sola Cina sono passate da oltre 1 milione di tonnellate a 84.000 tonnellate in due anni, mentre le quantità in eccesso, rispetto alla capacità di riciclo nazionale si vanno ridistribuendo verso altri Paesi, più o meno lontani, tra cui la Turchia"

commenta Medugno.

Di fronte ad un cambiamento strutturale nel mercato dei rifiuti e delle materie prime secondarie, occorre incidere sul Recycling Habitat e cioè sulle relative strutture amministrative e impiantistiche che  lo supportano più o meno direttamente.

"Con l'approvazione della norma sull'EoW "caso per caso" fine ottobre e la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale all'inizio di novembre, bisogna passare velocemente alla fase esecutiva. Occorre, quindi, autorizzazre molti impianti a livello regionale, le cui richieste erano ferme dalla sentenza di Consiglio di Stato di 18 mesi fa" .

La mancanza di impianti di riciclo e recupero produce l'effetto paradossale di diminuire i prezzi delle materie prime secondarie e aumentare i costi per gli impianti di smaltimento dei rifiuti, che ormai sono sempre meno!

A ciò vanno aggiunte altre quattro azioni:

  1. lo sblocco degli iter autorizzativi che ampliano il la capacità di

riciclo (ad esempio quello di Mantova)

  1. la disponibilità di impianti che recuperino e smaltiscano gli scarti

del riciclo, tassello indispensabile per attuare in pratica la gerarchia dei rifiuti;

  1. l'approvazione dell'End of Waste "Carta" e di quello "Scarto di

pulper";

  1. Infine, ma non meno importante, il miglioramento della qualità delle

raccolte differenziate in significative aree del Paese.

Se vi sono delle situazioni di difficoltà nella filiera della gestione dei rifiuti vanno affrontate innanzi tutto prendendo le decisioni necessarie per migliorare le infrastrutture del sistema Paese per l'Economia Circolare e così rilanciare occupazione e sviluppo.

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