ETS, Assocarta e Assografici con SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILFPL e UGL Chimici: “La decarbonizzazione non penalizzi la competitività dell'industria europea”
Le organizzazioni datoriali e sindacali chiedono di modificare la proposta della Commissione UE: più tutela dal carbon leak , compensazioni omogenee dei costi indiretti e una revisione della Market Stability Reserve
Roma, 1 settembre 2026 – La proposta della Commissione europea di revisione del sistema ETS deve essere modificata per garantire che il percorso verso la neutralità climatica al 2050 non si traduca in una perdita di competitività per l'industria europea e in un trasferimento delle produzioni verso Paesi con standard ambientali e costi della CO₂ inferiori .
È questa la posizione condivisa da Assocarta, Assografici, SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILFPL e UGL Chimici, che sottolineano come l'obiettivo della neutralità carbonica al 2050 sia ormai definito dalla traiettoria di riduzione delle emissioni e che la priorità deve essere quella di raggiungerla senza perdere il tessuto produttivo europeo e la competitività dello stesso.
"La transizione energetica e la decarbonizzazione sono obiettivi che l'industria sostiene e sui quali sta già investendo, ma non possono essere perseguiti caricando ulteriori costi sulle sole imprese europee - sottolineano le organizzazioni -. Senza adeguate misure di tutela, il rischio è quello di perdere produzione e occupazione in Europa senza ottenere benefici ambientali globali".
La diagnosi è chiara: il processo di integrazione europea si è notevolmente colpito circa venticinque anni fa, dopo l'introduzione dell'euro. Da allora, l'Unione ha prevalentemente amministrato le conquiste già raggiunte, come la moneta unica e il mercato unico, senza compiere nuovi passi decisivi. Eppure, quello che definiamo “mercato unico” resta incompleto. Settori strategici come l'energia , le telecomunicazioni ei mercati finanziari continuano infatti a essere regolati soprattutto a livello nazionale: ogni Stato dispone della propria autorità per l'energia, delle proprie autorità di controllo delle telecomunicazioni e del proprio organismo di vigilanza sui mercati finanziari. Nel frattempo, lo scenario globale è cambiato radicalmente. Negli anni Novanta, l'economia italiana aveva una dimensione paragonabile a quella di Cina e India messe insieme, e le principali economie europee erano ancora più grandi. In un quarto di secolo, però, Cina e India hanno conosciuto una crescita straordinaria, modificando gli equilibri economici mondiali. L'India, in particolare, è considerata la prossima grande potenza economica e beneficia anche di un ulteriore vantaggio competitivo: una vasta popolazione anglofona, che ne facilita l'integrazione nei mercati globali.

Milano, 9 luglio 2026 – Assocarta aderisce ai contenuti della dichiarazione congiunta sottoscritta da Confindustria, BDI e MEDEF sulla revisione dell'EU Emissions Trading System (EU ETS), ritenendo essenziale che il futuro assetto del mercato europeo della CO₂ coniughi gli obiettivi climatici con la salvaguardia della competitività dell'industria manifatturiera Made in Italy. Per Assocarta, la revisione dell'ETS dovrà garantire un percorso di decarbonizzazione realistico e sostenibile, sostenendo gli investimenti nelle tecnologie innovative, rafforzando gli strumenti contro il carbon leak e assicurando condizioni di concorrenza eque per le imprese europee.
«L'industria cartaria italiana è impegnata da anni nella transizione ecologica e continua a investire nella riduzione delle emissioni e nell'efficienza energetica», dichiara il Presidente di Assocarta, Lorenzo Poli. «Per raggiungere gli obiettivi europei è però indispensabile che la revisione dell'ETS sia accompagnata da misure che rafforzino la competitività del sistema industriale. Servono regole coerenti con la realtà economica e tecnologica, in grado di favorire gli investimenti senza accelerare il processo di delocalizzazione produttiva. La transizione sarà davvero efficace solo se riuscirà a mantenere in Europa produzione, occupazione e capacità di innovazione.»

Nel 2025 i consumi crescono (+3,3%), ma la produzione cala (-2,2%) e aumentare le importazioni (+7,5%). Assocarta chiede di riconoscere circolarità e decarbonizzazione come fattori di competitività e una revisione dell'ETS, che incidono già per il 4% sul fatturato di un settore gravato da costi energetici pari all'11,6%.
Roma, 25 giugno 2026 – Si è svolta oggi, presso l'Associazione Civita a Roma, l'Assemblea Pubblica di Assocarta "Europa, Energia, Ecosistema Digitale", un momento di confronto tra istituzioni, industria e mondo accademico – moderato da Valentina Iorio de Il Corriere della Sera – sulle sfide europee e globali che stanno influenzando la competitività del settore cartario italiano.
“In un mercato mondiale della carta in continua espansione, l'Italia si conferma tra i protagonisti più competitivi del settore grazie a un modello industriale fondato su innovazione, integrazione di filiera e produzioni ad alto valore aggiunto, che contribuisce per il 2,4% al valore aggiunto del manifatturiero nazionale, con un'incidenza superiore a quella registrata in Germania e Francia”, afferma il Presidente di Assocarta Lorenzo Poli.
Un comparto che rappresenta uno dei principali esempi di economia circolare del Paese: l'89% delle materie prime impiegate proviene da fonti rinnovabili o secondarie, il 99% dell'acqua viene riciclato, il 91% dell'energia elettrica è autoprodotto tramite cogenerazione e il 98% delle fibre vergini è certificato da catene di custodia sostenibili. Il comparto cartario rappresenta la colonna portante di una filiera integrata che genera un valore di oltre 26 miliardi di euro, pari all'1,2% del PIL nazionale, e coinvolge oltre 162.000 addetti distribuiti in circa 15.400 imprese. A livello europeo, l'Italia si conferma il secondo produttore di carte e cartoni, al pari della Svezia e dopo la Germania, il secondo utilizzatore di carta da riciclare e il primo produttore di carte per usi igienico-sanitari.
Massimo Beccarello Professore Associato CESISP | Università degli Studi di Milano-Bicocca spiega in modo scientifico e divulgativo i difetti dell'attuale sistema ETS e le ragioni della necessità di rivedere lo schema con l'obiettivo di coniugare sostenibilità ambientale, realizzabilità industriale e strategicità per il sistema produttivo nazionale.
1) siamo sicuri che stiamo facendo la giusta narrativa sull'ETS?
2) lo schema ETS produce elementi corretti di competitività di levelplayingfield a livello intra-europeo?
3) che rapporto c'è tra obiettivi di decarbonizzazione e struttura dei mercati energetici?














