
Milano, 9 luglio 2026 – Assocarta aderisce ai contenuti della dichiarazione congiunta sottoscritta da Confindustria, BDI e MEDEF sulla revisione dell'EU Emissions Trading System (EU ETS), ritenendo essenziale che il futuro assetto del mercato europeo della CO₂ coniughi gli obiettivi climatici con la salvaguardia della competitività dell'industria manifatturiera Made in Italy. Per Assocarta, la revisione dell'ETS dovrà garantire un percorso di decarbonizzazione realistico e sostenibile, sostenendo gli investimenti nelle tecnologie innovative, rafforzando gli strumenti contro il carbon leak e assicurando condizioni di concorrenza eque per le imprese europee.
«L'industria cartaria italiana è impegnata da anni nella transizione ecologica e continua a investire nella riduzione delle emissioni e nell'efficienza energetica», dichiara il Presidente di Assocarta, Lorenzo Poli. «Per raggiungere gli obiettivi europei è però indispensabile che la revisione dell'ETS sia accompagnata da misure che rafforzino la competitività del sistema industriale. Servono regole coerenti con la realtà economica e tecnologica, in grado di favorire gli investimenti senza accelerare il processo di delocalizzazione produttiva. La transizione sarà davvero efficace solo se riuscirà a mantenere in Europa produzione, occupazione e capacità di innovazione.»

Nel 2025 i consumi crescono (+3,3%), ma la produzione cala (-2,2%) e aumentare le importazioni (+7,5%). Assocarta chiede di riconoscere circolarità e decarbonizzazione come fattori di competitività e una revisione dell'ETS, che incidono già per il 4% sul fatturato di un settore gravato da costi energetici pari all'11,6%.
Roma, 25 giugno 2026 – Si è svolta oggi, presso l'Associazione Civita a Roma, l'Assemblea Pubblica di Assocarta "Europa, Energia, Ecosistema Digitale", un momento di confronto tra istituzioni, industria e mondo accademico – moderato da Valentina Iorio de Il Corriere della Sera – sulle sfide europee e globali che stanno influenzando la competitività del settore cartario italiano.
“In un mercato mondiale della carta in continua espansione, l'Italia si conferma tra i protagonisti più competitivi del settore grazie a un modello industriale fondato su innovazione, integrazione di filiera e produzioni ad alto valore aggiunto, che contribuisce per il 2,4% al valore aggiunto del manifatturiero nazionale, con un'incidenza superiore a quella registrata in Germania e Francia”, afferma il Presidente di Assocarta Lorenzo Poli.
Un comparto che rappresenta uno dei principali esempi di economia circolare del Paese: l'89% delle materie prime impiegate proviene da fonti rinnovabili o secondarie, il 99% dell'acqua viene riciclato, il 91% dell'energia elettrica è autoprodotto tramite cogenerazione e il 98% delle fibre vergini è certificato da catene di custodia sostenibili. Il comparto cartario rappresenta la colonna portante di una filiera integrata che genera un valore di oltre 26 miliardi di euro, pari all'1,2% del PIL nazionale, e coinvolge oltre 162.000 addetti distribuiti in circa 15.400 imprese. A livello europeo, l'Italia si conferma il secondo produttore di carte e cartoni, al pari della Svezia e dopo la Germania, il secondo utilizzatore di carta da riciclare e il primo produttore di carte per usi igienico-sanitari.
Massimo Beccarello Professore Associato CESISP | Università degli Studi di Milano-Bicocca spiega in modo scientifico e divulgativo i difetti dell'attuale sistema ETS e le ragioni della necessità di rivedere lo schema con l'obiettivo di coniugare sostenibilità ambientale, realizzabilità industriale e strategicità per il sistema produttivo nazionale.
1) siamo sicuri che stiamo facendo la giusta narrativa sull'ETS?
2) lo schema ETS produce elementi corretti di competitività di levelplayingfield a livello intra-europeo?
3) che rapporto c'è tra obiettivi di decarbonizzazione e struttura dei mercati energetici?
6 luglio 2026 - “Il differenziale TTF-PSV non è più sostenibile; la misura va avviata entro il 1° ottobre” così commenta il Presidente Lorenzo Poli i rialzi del differenziale in questi primi giorni di luglio che è arrivato a 4 Euro. “Un differenziale di 4 Euro corrisponde a circa il 10% della bolletta gas pagata dalle imprese gasivore” prosegue Poli “Nonostante il gas provenga per oltre il 90% da sud”.
L’attuazione dell’art. 10 del DL Bollette è essenziale per le imprese, considerati sia gli effetti diretti (elevata incidenza dei costi del gas nei processi produttivi gasivori) sia quelli indiretti (opportunità legate alla riduzione del costo dell’energia elettrica). È fondamentale, quindi, che le procedure operative siano tali da rendere la misura efficace, al fine di ridurre in modo stabile e misurabile lo spread PSV-TTF e trasferire il beneficio alle imprese. Complessivamente il solo settore cartario ha pagato un extra costo di 60 milioni solo per il 2025 a causa del differenziale TTF PSV.
“In un contesto di rialzo dei costo energetici e di conseguente perdita di competitività sui mercati chiediamo che l’avvio della misura parta dal 1° ottobre 2026, senza ritardi, così da incidere già sul prossimo anno termico e, in particolare sul prossimo inverno” sottolinea Poli.
La crescente pressione competitiva internazionale è confermata anche dai dati del 2025. Nel 2025 i consumi nazionali sono aumentati del 3,3%, raggiungendo 10 milioni di tonnellate, mentre la produzione si è ridotta del 2,2% (7,8 milioni di tonnellate) e il fatturato è diminuito del 5,2% (7,9 miliardi di euro), lasciando sempre più spazio alle vendite, cresciute del 7,5%. Le esportazioni, in calo del 3,5%, evidenziano le difficoltà delle produzioni più standardizzate sui mercati esteri, mentre si conferma la capacità delle imprese italiane di presidiare i segmenti a più alto valore aggiunto.













